IL CIRROSO
(The Cyrouse)
Il giornale più corretto del mondo!
Periodico aperiodico di informazione etilica, direttore, caporedattore, inviato speciale, reporter, fotografo, tipografo, editore, dattilografo, bidello e lavacessi: MAD. I nomi degli altri giornalisti leggeteli in fondo agli articoli. Pensato e stampato in località segretissima ingurgitando fiumi e fiumi di birre medie. Adesso basta, leggete il sito, beoni!!!!!!
Clamorosa smentita (natalizia)
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Finalmente ecco l'articolo che tutti voi lettori ci avete chiesto a gran voce per anni: la vera storia di quei tre tizi che andavano verso una grotta con dei regali... E del fatto che avrebbero potuto essere quattro...

Me ne stavo nel cuore della notte, sveglio nel mio pigiama gessato, mentre i succhi gastrici del mio stomaco ribollivano acidi arroventando sino la trachea impedendomi di dormire. Il brasato al Barbera, col Barbera (non è un errore) si rifiutava di prender la strada giusta per l'evacuazione, e gas acidi mi rinvenivano ripetutamente sin nelle narici. Nemmeno il litro di Citrosodina diluito nel Nelsen piatti era riuscito nell'intento. Il viso, pallido, illuminato dalla fioca luce del compiuter e l'anima consumata dalla lunga astinenza da incarichi. Praticamente, dopo l'ultimo servizio assegnatomi dalla direzione non avevo visto anima viva e mi ritrovavo così rinchiuso in me stesso, che era veramente una cosa brutta, intendo: esser me stesso. Stavo per decidermi a stappare un Morettone nella speranza di aver un po' di pace, che ecco giungere una e-mail dalla redazione del cirroso con due allegati formato .alcl (sono quelli apribili solo con tasso alcolemico maggiore di 1,5 g/lt). Aprii il primo: una strana scritta con un liquore nerastro (i files formato .alcl permettono di sentire gusti e odori) in una lingua di chiare origini mediorientali. Niente di più. Per chiarirmi le idee aprii anche il secondo e dopo che l'antivirus MacAllan18 ebbe completato il suo lavoro lessi il messaggio cifrato direttamente scritto di pugno dal MAD. 200 pagine formato a4. Mi diceva, praticamente... Molti insulti... poi... che dopo aver decifrato la frase sarei dovuto riuscire a dimostrare che... insulti, veramente molti... Birra… insulti e Oro Pilla... molti insulti al limite della decenza anche verso la mia discendenza da quel momento sino a 1000 anni addietro… Assenzio, Incenso... Insulti a piacere sino alla fine della missiva firmata con macchia di dubbia provenienza organica.
Tutto chiaro come al solito! Bevvi una boccia di Barbera cercando di decifrare la scritta!!! Bevvi molto, sino a leggere le parole“A Zigo zago c'era un mago a Zigio zagio c'era un magio” che declamai fieramente impugnando saldamente la mia bacchetta magica (vabbeh... bacchettina). Un turbinio invase la mia testa quasi che fossi stato i grado di pensare davvero. La bacchettina si eresse dopo anni e dalla contentezza in tre secondi persi i sensi (come al solito).
Intorno a me la notte desertica e sabbia ovunque, arida. Ma anche pecore, tantissime, bianche e candide e pure relativi pastori. Vestiti come Vichinghi ma Scozzesi. Alcuni di loro suonavan la zampogna facedo un casino pazzesco. Probabilmente anch'essi avevano il brasato da smaltire. Mentre mi chiedevo che cazzo brucassero le pecore nel deserto mi accorsi che nevicava. Nevicava nel deserto??? Neve e freddo. Ed io sempre più a chiedermi che minchia brucassero le pecore con giù anche la neve. In lontananza vidi uno che vendeva caldarroste, che nel deserto è pieno di cedui castani no?
Mi rallegrai pensando che il Barbera del brasato fosse veramente buono. Mentre in giro circolavano strani rocciatori in vestaglie tinte pastello con cartelli di pergamena in mano attaccati a delle corde che andavano a perdita d'occhio verso l'alto e che cantavano come alpini, notai risplendere un fascio di luce nella volta celeste. “Figata, un disco-bar!” pensai, avviandomi verso di questa.
Era però lontanuccia.
Per la strada incontrai strane figure: Un tale che ferrava cavali nel cuore della notte, un'allucinata che girava sorridente con una maglietta bianca, uno che faceva la polenta. Gente che nemmeno da Hogwarts sarebbe sembrata normale. Ad un tratto un moro mi apotrofò con parole argute dicendomi “Hei, bella fratello, tu che porti?”. Intanto i suoi due amici ridacchiavano vedendomi con le mani vuote (avevo rimesso la bacchetta al suo posto, altrimenti non avrebbero riso poi molto). Pensai che fosse una festa privata, così ricordandomi dei sommo George che si bombarda la Canalis dissi “Martini, o no party”.
Loro apprezzarono e così si fece un po' di strada insieme sino ad un’osteria dove un tale grasso vendeva fiaschi di Chianti. Comprai un paio di quelli, dopo tutto non mi andava di presentarmi a bere a scrocco.
Quei tre erano spettacolari. Amici da sempre e alcolisti da prima, si chiamavano Minchiorre, Gaspare e Zuzzurro. Facemmo tutta la strada insieme, tazzando e tazzando... e finì che si bevve tutto quello che portavano loro in dono alla festa: Oro Pilla, Assenzio e Birra.
Io che non volevo star dietro ci misi il mio Chianti. Quando arrivammo al locale avevamo già spazzolato tutto e lì c'era un casino pazzesco. I tre, ormai completamente andati, vendettero pure i cammelli per comprare un presente per il padrone della baracca, che era davvero una baracca: normalmente di asini e di cornuti nei locali se ne vedono molti ma lì ce n'erano due fatti e finiti. Uno dei tre amici fece un affare e riuscì ad ottenere un poco d'oro. Gli altri due si fecero gabbare ed acquistarono un cucchiaio di incenso profumato e, peggio, una cazzo di gomma resina chiamata mirra che usavano per imbalsamare i morti. Io gli dissi “Oh, ma regali di sterco ne ho visti molti ma questi... Secondo me ci fate una gran figura da cioccolatai che passerà alla storia!!!”
Io dal canto mio feci spallucce e dato che ormai mi ero sbronzato per la via e non avevo altri soldi decisi di ritornare dall'oste venditore di Chianti. Bevvi al punto che sentii gli angeli del paradiso prendermi e con una sonora pedata nel didietro scaraventarmi su una superficie dura, che scoprii esser il pavimento del mio soggiorno. Quando mi ripresi compresi finalmente i disegni del MAD. Iniziai a digitare follemente questo nuovo reportaggio in cui con prove documentate quali... la mia parola d'onore, posso affermare che la storia sarebbe stata diversa se i regali recapitati in quella notte lontana fossero stati quelli veri: Oro pilla, Assenzio e soprattutto Birra!
Con un sottile rammarico mi domando: cosa sarebbe successo se poi fossero stati consegnati pure due fiaschi di vino Italiano?

Gessatamente buon natale e felice 2011 dal quarto remagio...

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